PREMIO LETTERARIO E' TEMPO DI PAROLE |
2^ classificato Heglis Iglesia 4G |
CERCANDO NELL'INFINITO |
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Da poco era spuntata l’alba. Una farfalla appena nata, vedeva la luce per la prima volta. Uscì dal guscio della pupa e di colpo entrò a far parte del mondo. La piccola ala sinistra si era incastrata in quella specie di microscopica navicella che era stata la sua casa, anche se il nome più appropriato era prigione. Un altro piccolo sforzo.. Esattamente non sapeva cosa avrebbe fatto quando si fosse liberata. L’albero in cui era attaccata la “navicella”, era alto diversi metri, la caduta non gli avrebbe lasciato scampo. Qualcosa gli diceva che non sarebbe finita in quella maniera atroce e ingiusta. La cosa che in un qualche modo le aveva dato la sicurezza per lasciarsi andare, distendere le ali e volare era stato l’istinto di sopravvivenza. Stava cadendo. Lo sconforto e la rabbia per una vita che sarebbe durata meno di due minuti, gli diede la forza per allargare le due minuscole ma forti ali e muoverle. Improvvisamente, il suolo si allontanò di colpo, stava volando, era stato più facile del previsto. Era una sensazione inimmaginabile. Una lieve brezza le faceva vibrare le ali. Continuò per circa un altro quarto d’ora con la stessa frenesia. Il paesaggio con suoi mille colori, la sua vegetazione, gli animali che vi abitavano e quei fiori le facevano venir voglia di scendere e assaporare il mondo della terraferma. Fino a poco prima, questa farfallina dal colore viola simile all’ametista, credeva che non ci sarebbe stato niente di più emozionante che volare, invece adesso è la vita a terra che le sembra una avventura di gran lunga più intrigante e bella. Scoprì ben presto che si era stancata di volare e si sentiva esausta.Si posò su un ramo poco distante da terra, aveva bisogno di recuperare le forze. Ciao sono Willie, non ti avevo mai vista prima.. Scusa! Mi ero dimenticato che le farfalle vivono a malapena un giorno-. Che cosa aveva detto? Non era sicura di aver capito bene o meglio non voleva credere a quello che aveva sentito.Io non ho un nome, ma perché dici una simile assurdità? Sono pochi minuti che vedo il mondo e già mi tocca andarmene, non credo proprio. Sono stato scortese, sai noi bradipi oltre ad essere molto lenti, siamo famosi nel regno animale per non saper trattare nelle maniere dovute. Mi dispiace ribadirtelo, ma voi farfalle avete una vita breve, non mi chiedere il perché, sai è madre natura che decide.Ma io non… Voglio vedere il mondo, bere il nettare di tutti i fiori e farmi una montagna di amici!Senti che ne dici di pensare ad un nome da darti? Non sono molto bravo ma visto che il tuo colore predominante è il viola, c’è una gemma di questo colore si chiama Ametista, se non hai niente di meglio..Ametista! È perfetto, grazie Willie, adesso ho una mia identità. Sono qualcuno, grazie. Non fare il sentimentale, adesso sei mio amico, gli amici servono anche a questo. Che ne dici di fare conoscenza con altri animali, sai alcuni sono davvero stravaganti, ma molto divertenti? Ti ringrazio ma avendo solo un giorno di vita, voglio vedere più cose possibili, spero che mi comprendi. D’accordo, ma forse stare un giorno con un amico è più importante di vagare in un mondo sconosciuto, dove i pericoli sono dappertutto, ti auguro di trovare qualunque cosa tu cerchi-.Grazie-. Due battiti d’ali erano stati più che sufficienti per innalzarla. Ma cosa erano questi pericoli di cui aveva parlato Willie. - L’avrà detto perché non ha amici, è non voleva stare da solo, che pericoli ci potrebbero mai essere in un mondo così?-. Il comportamento di Ametista, non è da classificare come scorretto e presuntuoso, il non sapere era un limite che l’avrebbe segnata in modo intangibile e terribile.Una montagna che si muoveva, gli si avvicinò, non aveva idea di cosa fosse: era un bambino.Gli si avvicinò allegramente. Il bambino per sbaglio alzò il braccio colpendo l’ignara farfalla, che cadde a terra violentemente.Il bambino gli passò accanto quasi schiacciandola, non si era nemmeno accorto che l’aveva ferita.Gli dolevano le ali in un modo atroce, ancora una volta non capiva o forse si: era quello il pericolo a cui si riferiva Willie il bradipo.- Che cosa hai stai male?- Si, non riesco a muovermi, per favore aiutami, non voglio morire-. - Ancora con questa storia, basta, non morirò!-.- D’accordo come sei suscettibile, io sono Alfredo, non volevo offenderti sai.. Quite, Smart, Quinte venite, dobbiamo aiutarla-. Da terra erano uscite tre piccole figure uguali ad Alfredo: formiche. La stesero sopra una foglia morbida, avevano una forza incredibile quelle formichine.- Adesso noi dobbiamo andare, la nostra regina ha bisogno di noi- - Non ve ne andate sono ferita io.. Troppo tardi: sparite sotto la superficie del suolo con la rapidità con cui erano comparse. Era sola, attese per un tempo che le sembrò un’eternità, chiuse gli occhi e si addormentò, magari non avrebbe neppure fatto in tempo a riaprirli.>- Sei ancora viva? Posso fare qualcosa per te? Mi senti? Rispondi!-.- Per favore aiutami, non voglio più vagare in questa solitudine che mi sta accerchiando, potresti portarmi da Willie, è un bradipo e..- Oggi è il tuo giorno fortunato, anzi il tuo unico giorno fortunato visto che..- Lo so, lo so, le farfalle vivono solo un giorno, ormai non penso ad altro.- Esatto, proprio così. Io conosco Willie ti porto subito da lui, nelle condizioni in cui ti trovi non sei in grado neanche di volare-.- Grazie-. La colomba con le piume bianche con una macchia grigia sotto l’ala destra, porto in un batter d’occhio la farfalla nell’albero dove era solito passare le giornate Willie. Willie, la colomba e Ametista passarono il resto della giornata a conversare, per un umano sarebbe stato una scena piuttosto divertente vedere una farfalla, un bradipo e una colomba che stavano vicini, come persone che conversano tra loro. Ametista si scusò per aver abbandonato Willie. Si rese conto che se hai affianco qualcuno che tiene a te non ha più importanza svolazzare ovunque, cercando nell’infinito quello che lui aveva avuto quasi senza accorgersene, l’amicizia. La vera e unica cosa che aveva sperato di trovare nella sua giornata di vita era qualcosa di cui non sapeva neanche cosa fosse: l’amicizia. Era notte, le stelle sfavillavano con un’intensità inusuale per quel periodo, Ametista vide una stella cadente e disse:- Sapete… non ho più paura, perché adesso so che ho degli amici-. Improvvisamente un fascio di luce avvolse la farfalla: la sua giornata era finita. Da quel giorno tutti seppero la storia della farfallina che cercando nell’infinito, aveva trovato il sentimento più puro: l’amicizia. |