CONCORSO LAGHESE DI NARRATIVA E POESIA

1^ classificato sezione narrativa Giacomo Giannoccaro 3G

LA LUCE DEL PERDONO

Vide quella luce nei suoi occhi per l'ultima volta quella sera, poi lo guardò allontanarsi nel buio, senza poter fare niente per fermarlo. Si voltò, ma lui era già scomparso, come inghiottito dalle tenebre che avvolgevano tutto quanto attorno a loro: le strade deserte della periferia dove erano cresciuti e dove avevano trascorso del loro passato, sembravano ore sconosciute, come pure era sconosciuto il loro futuro, quello che li aspettava d'ora in poi. Entrambi sapevano che niente sarebbe stato più come prima: della loro amicizia, un tempo forte come una roccia, rimanevano solo dei bellissimi ricordi. Tracce di un passato ormai troppo lontano. Era rimasto seduto su quella panchina, il viso stretto tra le mani, riportava alla mente ogni momento trascorso in compagnia del suo migliore amico. Aprì gli occhi, e tutto gli apparve come un sogno: era solo, tutto era spento intorno a lui, solo un lampione dal quale proveniva una luce fioca illuminava la strada sulla quale stava ora camminando. Come quell'unica luce nel buio nasceva nel suo cuore la luce del perdono. Sapeva che forse niente sarebbe stato più come prima tra di loro, ma non poteva restare fermo a guardare, doveva fare qualcosa prima che fosse troppo tardi e finalmente decise: iniziò a correre nel buio, cercò di raggiungerlo, e quando scorse la sua sagoma si avvicinò. Si guardarono intensamente per qualche minuto e nei suoi occhi poteva riconoscere quella luce, la stessa luce che lo aveva spinto dal suo migliore amico: la luce del perdono.