PREMIO NAZIONALE SAN GIACOMO

1^ classificata Annika De Biaggi 5G

NOSTALGIA DEL PASSATO

La ricordo come se fosse ieri....

Il primo giorno che la vidi era spaventata, timida e silenziosa; nessuno solo un suo coetaneo le si avvicinava ed io, a guardarla da lontano, incuriosita dalla sua presenza. Passano i giorni, lei è sempre in un angolo ed io questa volta le ero seduta accanto, un freddo glaciale incombeva su noi due, fino a quando un "Ciao, come ti chiami?" ruppe l'atmosfera che si era creata; si voltò, mi guardò perplessa, con aria di chi fino a un minuto prima pensava alla sua terra, ai suoi veri amici, le sue origini, poi risposte: "Fei Fei"; non ero intimorita, anzi  sempre più curiosa di conoscerla le chiesi: "Che strano nome, ma cosa vuol dire?", "Laura, e tu come ti chiamare?", ero contenta che anche sei fosse presa da questa mia voglia di parlare e le dissi. "Annika"... Vidi il suo volto accigliato e compresi che non aveva capito: "Non ti preoccupare so che il mio nome è un pò strano!" e questo la riassicurò.

Man mano che il tempo trascorreva, la mia amica Siliva ed io, andavamo da lei, le offrivamo un pò di merenda, cercavamo di renderla partecipe all'interno della classe e nel frattempo, Laura, felice, cominciava a dire qualcosa di sua spontanea volontà, senza che noi le chiedessimo nulla e così fu per ben tre anni! Già tre anni che non dimenticherò mai... forse, o meglio, sicuramente quelli più belli che ho trascorso fino ad ora, fatti di risate, scherzi, ma anche di litigi ed incomprensioni, che si risolvevano con un semplice "Scusa", senza il bisogno di dimostrare chissà cosa, perchè noi dovevamo dimostrare niente a nessuno, se non quel forte legame che ci ha tenute così unite.

Laura era soddisfatta e si sentiva appagata dell'attenzione e del calore che le facevamo percepire e come lei, lo eravamo anche noi, tanto che finalmente ci scambiammo i numeri.

Durante le lezioni ci aiutavamo, l'una vicina all'altra... eravamo sempre insieme! Bigliettini a non finire, ma la cosa più interessante è sempre stata la nostra lingua, infatti, per parlare dei ragazzi, delle nostre prime cotte e delle news del giorno, avevamo inventato un codice segreto, che nessuno altro sapeva al di fuori di noi e spesso, il fatto di interloquire con questo cifrario ci rendeva incomprensibili ed estranee agli altri, sono stati momenti speciali...

Nonostante questo però, in classe vi erano compagni indifferenti, quasi schifati da quella persona... forse, se non fosse per quei capelli lunghi e neri come la pece, per quelle labbra un pò grosse, per quel naso largo e corso, se non fosse stato per quei suoi occhi scuri un pò troppo a mandorla e se non fosse stata così "DIVERSA", tutte quelle prese in giro e tutti quegli scherzi dilungati per un pò troppo non sarebbero accaduti.

Se penso a tutte quelle volte che se ne stava in disparte a piangere e a confidarsi con noi due, mi viene voglia di prendere a schiaffi il mondo e tutti coloro che non hanno un cuore, perchè è proprio in questi momenti che si riconoscono le persone vere, con un pò di buon senso.

Quante volte ci siamo sentite dire: "Come fate a stare vicino a quella li? Non sentite che puzza" e tante altre sono state le volte in cui abbiamo risposto: "Non è colpa sua, è il suo odore, ma chi credete di essere per dire questo?" e ridevamo...

Che schifo! Com'è razzista questo mondo, nessuno, per paura di sembrare inferiore si offre di aiutarli, ma anche solo di scambiarci quattro chiacchiere; sono poche le persone con un vero cuore e Laura si dimostrò una di esse...

Il giorno dell'esame eravamo tese, ma quando abbiamo saputo che tutto era andato per il meglio, abbiamo festeggiato, un'altra volta insieme come per Hallowen e Capodanno, dove abbiamo brindato al nostro incontro ed a una vera amicizia.

Oggi, ho nostalgia di quegli attimi passati insieme, nostalgia di una vera amica, perchè fu così: nostalgia di quella ragazza che a causa della sua nazionalità fu emarginata dai suoi compagni e costretta ad andare a lavorare con i genitori, privata così del privilegio di potersi godere la propria età, un privilegio che non viene negato a nessuno, ma a loro si.

Mi manca Laura, mi manca tanto quel suo sorriso e quelle sue erre da orientale che la rendevano speciale ed unica; piango quegli istanti e pagherei chissà cosa per poterli rivivere...

La storia che vi ho raccontato, è la storia di un'amicizia vera, profonda che andò al di là del colore e della religione, un'amicizia che tutti desiderano avere, ma che non avranno mai se prima non imparano a trattare una persona come tare...!