PREMIO SANDRO PERTINI

8^ classificato Andrea Casini 4G

L'enogastronomia interpreta e rappresenta il sistema simbolico dell'economia, della cultura e delle tradizioni di un Paese. E' un'arte come la pittura, la musica e l'architettura. Quello gastronomico, però, è anche un linguaggio: pertanto è fondamentale nei processi informativi e comunicativi. La cucina è anche influenzata e, a sua volta, influenza la morale, la religione di un popolo. Così, mentre ai tempi dei romani, come testimonia Petronio Arbitro, il banchetto era segno di spreco, lusso spinto, oscenità, con il Cristianesimo la cucina è considerata tra i peccati capitali. Pertanto la cucina, il gusto per la buona tavola vengono penalizzati. Finchè, con il Rinascimento, la cucina ritorna a trionfare: le corti, i principi, i nobili gareggiano in feste che accontentano la vista e il palato, dove artisti come Leonardo, Giulio Romano sovrintendono ai trionfi dei pranzi, con allestimenti scenografici fantasiosi e di estrema ricchezza. Si ha l'età dell'oro del pepe, della noce moscata, del chiodo di garofano, della cannella. I cibi e la cucina si arricchiscono in fantasia e creatività. Nascono ed hanno immediata fortuna specialità gastronomiche che caratterizzano le varie zone dell'Italia e le diverse corti. Ferrara con i duchi D'Este, mecenati e grandi protettori delle arti e degli artisti, inventa la salama da sugo. Non si sa perchè salama al femminile, non si conoscono le origini di questo nome. E' una particolare mescolanza di varie parti del maiale, soprattutto delle parti più saporite, abbondantemente speziate e arricchite con vino rosso del Bosco Eliceo. Possiamo quindi notare che il prodotto è composto da elementi della zona ferrarese e da elementi provenienti da altre culture, come le spezie. Contatti quindi con diverse culture che possono convivere senza alcun tipo di problema così come dovrebbe avvenire anche al giorno d'oggi.