PREMIO LETTERARIO SAN GIACOMO

1^ classificata sezione prosa Ilaria Previati 5G

VIAGGIO DENTRO DI ME

Questa mattina mi sono svegliata con uno stato d'animo particolare. Certe volte mi sembra che il mondo in cui mi trovo sia una dimensione parallela a quella alla quale appartengo: tutto cambia pur restando uguale... Le cose che mi circondano, pur essendo le stesse che ho sempre conosciuto, oggi sono illuminate da una luce diversa ed appaiono quasi irreali, statiche nel loro movimento. Chissà se anche ad altri capita di trovarsi nella mia stessa situazione... Lo, so, sembrerò una persona un po' strana, ma se poi si aggiunge il fatto che mi ritengo strana, risulta quasi ovvio che io abbia del mondo una visione piuttosto singolare. Ma cosa mi rende così? Chi sono in realtà io? Provo a tuffarmi dentro me stessa analizzando la connessione tra il cuore ed i dubbi, percorro a velocità folle un lungo tunnel le cui pareti sono create dalle tonalità più abbaglianti della luce, mi ritrovo, con amici, seduta in mezzo ad un campo d'erba, attorno ad un fuoco crepitante, sotto un enorme, materno e tremulo cielo stellato, a parlare a sproposito, tessere le belle illusioni e difendere le mie utopie. E' in questo scenario, infatti, che ritrovo tutte le forme del mio essere... così la malinconia mi assale; mi sembra di lottare contro qualcosa di inesistente o troppo forte perché io con le mie uniche forze la possa domare. Tutti gli ideali, le fervide convinzioni ed i buoni propositi si frantumano improvvisamente e mi lasciano spiazzata nel vuoto sconosciuto, dove nemmeno la forza della vita, che tante volte mi ha aiutata, mi può raggiungere. Ciò malgrado, non mi perdo d'animo e ricomincio a costruire la mia piccola astronave fantastica unendo nuovi propositi, progettando con più razionalità e logica, lasciando da una parte il superfluo. Ho imparato a riconoscere le utopie come tali e a non voler realizzare ciò che, so già in partenza, non mi compete, ma donare tutta me stessa per fare quelle cose che, anche se piccole, sono in grado di realizzare e so essere utili. Ora che sono un poco più forte sono pronta per proseguire il cammino. La strada è lunga e tortuosa, la cima del monte è lontana ma la via sembra seguire ogni direzione eccetto quella desiderata. Effettivamente, ricordo, ho intrapreso questo cammino per rafforzarmi, non per raggiungere la cima, quindi teoricamente dovrei essere soddisfatta, ma non è così... Allora cos'è che voglio? Cosa sto cercando realmente? Nell'esatto momento in cui formulo questo pensiero mi accorgo che questo viaggio interiore è finito: sono di nuovo io, che guardo dalla finestra e mi domando il senso di tutto ciò che mi circonda. Ora posso permettermelo: ho trovato il senso di me stessa. Questo viaggio mi ha arricchita e mi ha insegnato che sotto una scorza dura ho anch'io un piccolo tesoro, che non ha valore se lo tengo per me, lo devo condividere con gli altri, restando così fedele ai miei progetti ed ai miei ideali. Paolo è sepolto qui, nella sua terra, in Tibet, sotto l'albero che abbiamo piantato ormai tanti anni fa; non ha visto la piccola Giulia crescere ma sono sicura che da lassù l'ha amata ed aiutata. È uguale a lui, spirito indipendente e libero, è uguale a mio padre, amante di luoghi paradisiaci in cui l'anima si perde. Mi scuoto, quindi, l'acqua di dosso, la nuotata dentro me stessa è stata lunga ed estenuante, ma non è il momento di perdersi d'animo: è ora di ricominciare!